Per Gabriele Sandri...

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Normale Per Gabriele Sandri...

Messaggio Da Ospite il Mer Nov 11, 2009 1:29 am

Ciao Gabbo..noi siamo tutti qui ad attendere giustizia..non ti dimenticheremo mai...GABRIELE UNO DI NOI!

Non è possibile che un ragazzo così debba perdere la vita per colpa di gente che non sa gestire la sua..Gabriele amava la musica..lo sport..e la lazio..ed era un ragazzo come tutti noi..con tanta voglia di vivere,in questo paese non c'è giustizia..lo stato lo ha ucciso due volte ma Gabriele vive..come abbiamo tutti noi il diritto di farlo..


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Normale Re: Per Gabriele Sandri...

Messaggio Da astra1996 il Mer Nov 11, 2009 8:39 am

ROMA - Sostiene il Dipartimento della Pubblica sicurezza che, alle 9.15 di domenica mattina, alla stazione di servizio Badia al Pino est, l'agente Luigi Spaccarotella ha volontariamente indirizzato il tiro della sua pistola di ordinanza sulla Renault Scenic su cui viaggiava Gabriele Sandri. Sostiene il Dipartimento della Pubblica sicurezza che i tifosi della Lazio che con Sandri viaggiavano hanno raccontato una storia monca, almeno ad uso pubblico. Erano in nove - otto uomini e una donna - su due macchine. Non in cinque, su una sola auto. E quando il colpo assassino è partito, "Gabbo" non stava dormendo. Perché dai suoi indumenti, nell'obitorio di Arezzo, sarebbero saltati fuori due sassi "verosimilmente" caricati alla partenza da Roma. Con i suoi compagni - sostiene ancora il Dipartimento - aveva appena perso la "preda" di quegli istanti. Cinque romani, tifosi della Juventus diretti a Parma, circondati e aggrediti con coltelli, fibbie, biglie, sassi, ombrelli. Inseguiti fin nell'abitacolo della Mercedes nera classe A con cui erano arrivati all'autogrill seguendo lo stesso tratto di autostrada delle due macchine di laziali. Una Renault Scenic (su cui viaggiava Sandri) e una Renault Clio.

Ieri, al capo della Polizia Antonio Manganelli è stata dunque consegnata da chi, tra i suoi funzionari, ha lavorato all'indagine, quella che viene proposta come "la ricostruzione definitiva" dei fatti che sono costati la vita a Gabriele Sandri. E se è una ricostruzione corretta, l'intera sequenza di quel mattino va riscritta. Per l'omicidio, resta ferma la sola e inescusabile responsabilità di chi ha cancellato una vita, sparando ad altezza d'uomo. L'agente Spaccarotella. Al contrario, vanno raccontate da capo le mosse di tutti gli altri protagonisti di quel mattino. Otto uomini e una donna, si diceva, gli identificati dalla polizia. Gabriele Sandri, la vittima. E, con lui, Marco Turchetti, Francesco Giacca, Francesco Negri, Simone Putzulu, Valentino Ciccarelli, Carlo Maria Bravo, Marco Timperi, Francesca Montesanti.













Partono da Roma alle 6.30 del mattino di domenica, con appuntamento in piazza Vescovio, dove, non più tardi del 22 settembre, un'altra trasferta è stata interrotta dalla polizia. Quella di 60 laziali verso Bergamo, con un borsone carico di coltelli, accette, machete. Non è la prima trasferta che i nove fanno. Con la storia di Bergamo non hanno nulla a che vedere. Le loro identità nulla dicono agli archivi della polizia. Con due sole eccezioni. Quella di Gabriele Sandri (identificato nel 2002 a Milano insieme a una ventina di tifosi armati di cacciavite) e di Marco Turchetti, denunciato il 9 aprile dello scorso anno quando viene pizzicato in un Siena-Lazio armato di coltello.

Anche quella domenica mattina, alcuni dei nove viaggiano con "lame", sassi, biglie, fibbie. Armi buone per il corpo a corpo, che verranno ritrovate in terra, dopo le 9.15, sull'asfalto dell'autogrill Badia al Pino est e che a loro vengono attribuite dalla polizia sulla base delle impronte digitali.

Le macchine sono due. Una Renault Scenic guidata da Marco Turchetti su cui viaggiano in cinque (e a bordo della quale è Sandri). Una Renault Clio, su cui prendono posto in quattro. Alle 9, le due macchine entrano nell'area di servizio Badia Al Pino est e si parcheggiano in un punto riparato, vicino alle pompe di benzina. In sosta è anche una Mercedes nera classe A su cui viaggiano cinque ragazzi romani, dello "Juventus club Roma". Vanno a Parma, probabilmente non da soli, dal momento che la polizia sta cercando una seconda macchina (che comunque non si fermerà all'autogrill di Badia Al Pino). I laziali sostengono a verbale di riconoscerli come tali perché uno di loro ha una felpa con su scritto Juventus. Un altro perché li sente parlare tra loro di calcio ("Speriamo che oggi la Lazio ci faccia un favore battendo l'Inter").

Sono ora all'incirca le 9 e, sempre a stare alla ricostruzione della polizia, i 5 juventini (identificati e ascoltati in questi giorni), entrano nell'autogrill per un caffè. Fuori, i nove laziali si travisano, si armano e si preparano a quello che il Viminale definisce un "agguato". Che scatta quando dal bar escono i primi tre dei cinque juventini. Nove contro tre. Nove armati, contro tre disarmati. La colluttazione dura pochi istanti. I tre fuggono verso la Mercedes, raggiunti dagli altri due che abbandonano precipitosamente il bar. La furia dei laziali si abbatte sulla Mercedes. Quando la polizia fermerà la macchina (circostanza volutamente taciuta in questi giorni di indagine), ne trova i segni. Il lunotto anteriore è sfondato, come quello posteriore destro. La carrozzeria rientrata in più punti.

Sull'altra corsia, nella stazione di servizio che fa specchio a Badia al Pino, l'agente Spaccarotella, richiamato dal rumore e dalle grida, intercetta la sequenza mentre sta controllando i documenti di tre ragazzi sorpresi in possesso di coltelli. Non sono tifosi, ma frequentatori di centri sociali (che, come gli altri presenti, testimonieranno su quegli istanti). La sirena azionata da uno dei colleghi di Spaccarotella, interrompe la furia dei laziali. Dice di "essersi messo a correre" per avere una visuale migliore sulla rampa di uscita dall'autogrill sul lato opposto. Vede allontanarsi prima la Mercedes, quindi la Renault Clio. Forse spara allora il primo colpo in aria. Quindi, decide di puntare l'arma verso l'ultima macchina che si sta allontanando, la Scenic con a bordo Sandri. Spaccarotella sostiene di aver "brandeggiato" l'arma in direzione dell'auto intimando l'alt e, in quel momento, di aver sentito partire il colpo ("Avevo il braccio destro teso e la mimica di chi vuole fermare qualcuno in fuga"). Il Dipartimento non gli crede. Non crede al "brandeggiamento" dell'arma. Crede al cortocircuito di chi vede sfuggire l'ultimo dei bersagli e tenta di arrestarne la corsa con un colpo impossibile. Che diventa volontario e omicida.

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Messaggio Da astra1996 il Mer Nov 11, 2009 8:43 am

Rileggendo questo articolo mi viene proprio da pensare ad uno stinco di santo...
Uno che allo stadio ci va per incitare la propria squadra nel rispetto del fair play. Uno che ti fa venir voglia di caricare bimbi ed amici dei bimbi per una sana domenica di calcio allo stadio.
Ma v*********, va, assiemem a spaccarotella ed a Bagnaresi.

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Messaggio Da Ospite il Mer Nov 11, 2009 9:10 am

Purtroppo questo è quello che si patisce in Italia. Gabriele aspetta giustizia, la ragazza di Garlasco Chiara Poggi pure, Meredit pure, i morti a Messina pure, quelli dell'Aquila, i poveri ragazzi falcidiati da rumeni ubriachi, oppure donne stuprate... e in ultimo il povero Cucchi. Questa è l'Italia un paese dove LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI. e qui finisco se no poi esagero.

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Messaggio Da astra1996 il Mer Nov 11, 2009 10:30 am

Biccio, uno che va allo stadio con sassi e spranghe non può accampare diritti.
Lui come Bagnaresi, tifoso del Parma che ha fatto il brillante in un autogrill (assieme ad altri tifosi) cercando di fermare un pullman di altri spettatori juventini di UNA PARTITA di CALCIO e rimanendo schiacciato dalle ruote. E' diventato un martire, ma per me, pace all'anima sua, è un idiota e non capisco chi lo idolatra.
Così come quel tifoso vicentino che allo stadio Tardini è schiattato cadendo dalla curva perchè , a detta di chi era allo stadio, faceva il goduto con delle fighette in tribuna e ci ha lasciato le piume....

Riportiamo tutto alla realtà, dai.
E non mischiamo fatti come Messina e l'Aquila con comari e teppisti.
Non per ultimo: perchè non citi Raciti? Perchè era uno "sbirro" non merita giustizia esemplare il suo assassino?

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Messaggio Da Ospite il Mer Nov 11, 2009 10:32 am

ma stai fuori di testa o cosa? Innanzitutto chi c**** ha parlato di SBIRRI? Tu.
Poi GABRIELE SANDRI è un martire di cosa? Perche' stava dormendo in macchina? Allora un POLIZIOTTO in questo caso puo' SPARARE DA UN LATO ALL'ALTRO DELL'AUTOSTRADA SOLO PERCHE' HA UNA DIVISA? MA CHE c**** STAI A DIRE!
Io parlavo di giustizia in generale. Tu ti 6 risentito nn so di cosa.
PS: RACITTI da chi fu ucciso?

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Messaggio Da astra1996 il Mer Nov 11, 2009 12:02 pm

intbiccio ha scritto:ma stai fuori di testa o cosa? Innanzitutto chi c**** ha parlato di SBIRRI? Tu.
Poi GABRIELE SANDRI è un martire di cosa? Perche' stava dormendo in macchina? Allora un POLIZIOTTO in questo caso puo' SPARARE DA UN LATO ALL'ALTRO DELL'AUTOSTRADA SOLO PERCHE' HA UNA DIVISA? MA CHE c**** STAI A DIRE!
Io parlavo di giustizia in generale. Tu ti 6 risentito nn so di cosa.
PS: RACITTI da chi fu ucciso?


Raciti era quell'ispettore di polizia ucciso da un tifoso a sprangate nell'adempimento del suo dovere, allo stadio, dove dovrebbero andare le famiglie, i bambini e non ragazzi armati di sassi e oggetti atti ad offendere.
Così come questi tifosi non dovrebbero andare in autogrill a fare guerriglia contro altre tifoserie.

Concordi su questo?
Almeno su questo?
Che poi ci sia scappato il morto, nel caso di SANDRI, è un triste e ingiusto episodio frutto comunque di questo tipo di situazione.
Meno ed ancor più ingiusto per Raciti , che magari non amava nemmeno il calcio ma molto il figlio/a che sperava di rivedere e riabbracciare quella sera.

Non penso l'abbia potuto fare e nemmeno dar l'ultimo saluto od abbraccio.
Grazie ad un ultras, ricordatelo.

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