INTERVISTA AL FENOMENO RONALDO: "IO L'ANNO DEL MILAN VOLEVO RITORNARE ALL'INTER "

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Normale INTERVISTA AL FENOMENO RONALDO: "IO L'ANNO DEL MILAN VOLEVO RITORNARE ALL'INTER "

Messaggio Da ModCuoreInter il Mer Mar 23, 2011 9:54 am

A volte ritorna(no) ed è sempre un tuffo al cuore. Il primo tempo del personalissimo derby di Ronaldo si è giocato lunedì pomeriggio, nella sede dell’Inter: «Volevo vedere la coppa: quella vera, la Champions, ma non c’era, mi hanno spiegato che è in giro per l’Italia». Un saluto ai vecchi amici, soprattutto un abbraccio con Marco Tronchetti Provera e Massimo Moratti, l’uomo che (fortissimamente) lo volle in Italia: «Il presidente è una delle persone importanti della mia vita: sta bene, l’ho trovato in grande forma, si vede che vincere gli fa un bell’effetto». Secondo tempo lunedì sera, ristorante Finger’s, all’insegna della parcondicio pre derby, visto che uno dei proprietari è Seedorf e l'altro, il brasiliano Roberto Okabe, è diventato interista per amore del Fenomeno. Tavolo con Giovanni Branchini e Davide Bega — come un padre e un fratello, prima che procuratori e consulenti personali — poi saluti e abbracci con il vecchio compagno Fabio Galante, chiacchiere e brindisi con Robinho. Primo tempo supplementare, telefonata con Adriano Galliani: «Mi ha fatto piacere, i dirigenti del Milan con me si sono sempre comportati benissimo». Secondo tempo supplementare ieri, quando in hotel lo è passato a salutare Pato. E infine rigori all’ora di pranzo, perché le vecchie abitudini non cambiano: il telefonino che non smette mai di squillare (adesso c’è anche Twitter, e l’utenza @claroronaldo ha ormai un milione e mezzo di followers) e il bis di gamberi fritti dell’amico Graziano, l’unico piatto a cui non rinuncia mai quando torna nella città che l’ha consacrato Fenomeno.
Ronaldo, che altro le manca di Milano? «Gli amici, la sensazione di tor- nare come a casa: nessuno e da nessuna parte — Brasile escluso, ma poi neanche sempre — mi ha voluto bene come a Milano: non a Barcellona, non a Madrid, da nessuna parte».

Più nostalgia di Milano o dell’Italia? «Sa qual è il ricordo più bello che mi porto dietro di questo Paese? Il rispetto, e in fondo l’affetto, che ho sempre sentito da parte di tutti: a prescindere dal tifo per una squadra o per l’altra».

E dell’Inter e del Milan?
«Dell’Inter mi manca Moratti, la famiglia che questa società era e continua ad essere, o perlomeno così mi dicono tutti, an- che Leonardo. Al Milan sono stato meno tempo, ma sono stato bene: mi avevano impressionato soprattutto la struttura e la professionalità del club».

Certo che così aveva fatto incavolare di brutto Moratti... «Eh lo so, quando poi ne abbiamo parlato mica me l’ha nascosto: ma era passato così tanto tempo, in fondo».

Ma lo rifarebbe di nuovo?
«Ma guardi che io quell’anno volevo tornare all’Inter, e per un po’ ci avevo sperato davvero».

Sì, ok, ma proprio al Milan? Co- me pensava che non le desse- ro del traditore? «Il Milan mi offriva una chan- ce, per me in quel momento era soltanto una grande sfida. E poi lì mi hanno anche fatto ricrescere i capelli... Berlusco- ni diceva sempre che tenendoli lunghi sembravo più giovane e più bello. Peccato essermi fatto male un’altra volta, ma per quel poco che è durato è stato divertente».
Oggi forse in Italia ci si diverte di meno, il nostro calcio attra- versa un momento di difficoltà, se non di crisi: anche da fuori si ha questa impressione? «Forse è un calcio di livello un po’ inferiore, ma di sicuro è un calcio più pulito».
Allude a calciopoli?
«Alludo al fatto che ho scoper- to dopo, quando me ne sono an- dato dall’Italia, perché con l’In- ter avevo vinto così poco. O co- munque meno di quanto avrei dovuto vincere».
Più rimpianto o più amarezza?
«Diciamo che mi sono consola- to un po’ il 22 maggio dell’anno scorso: quel giorno avrei volu- to esserci anch’io, nel senso che avrei voluto vivere una gio- ia così grande con la maglia del- l’Inter, a suo tempo. Comun- que ero troppo contento per Moratti, per i tifosi, per i miei ex compagni. Aspettavano quel momento da così tanto ed era tutto meritato: quando eli- mini il Barcellona, una Cham- pions League la strameriti».
Per questo ha detto a Cadena Ser che preferisce Mourinho a Guardiola? «L’ho detto perché Mourinho l'ho conosciuto bene, ai tempi del Barcellona, e mi ha sempre fatto divertire. Anche se non immaginavo avrebbe fatto una carriera così».

A proposito di Inter e di meriti: le dice niente il nome Leonar- do? «Abbiamo giocato insieme il Mondiale ’98, da allora siamo amici. E ultimamente lo sento spessissimo, visto che ha fatto il mio stesso salto, anche se al contrario. Lui milanista da una vita ha detto sì all’Inter: perché è fatto come me, il gusto della sfida gli ha fatto trovare il co- raggio di una scelta anche diffi- cile, senza paura di farsi dare del traditore».
Beh, cosa le racconta?
«E’ felice, felicissimo di quella scelta. E ho detto tutto».

Ma qual è davvero il suo segre- to? «E’ una persona semplice, è molto intelligente e ha una car- ta vincente: è un fuoriclasse dei rapporti umani. Ci sa fare con le persone, dunque anche con i suoi giocatori: e le perso- ne così alla fine vincono».
Dunque ora l’Inter vince molto di più perché c’è Leonardo? «Io non sono all’Inter, dunque giudico da fuori, per quello che mi raccontano: mi pare di capi- re che con Benitez il gruppo avesse perso allegria, fiducia e che Leonardo sia stato bravo a riportarle. Il resto è stato conse- guenza».
Visto che si era detto che pote- va diventare un suo erede: co- sa ha perso per strada Pato, dato che non ha ancora raccol- to quanto avrebbe potuto, con quei mezzi?
«Pato ha qualità pazzesche, ma in fondo è ancora un ragazzo. E poi ha avuto qualche infortu- nio di troppo: può capitare, e io lo so bene. Credo che il futuro possa essere suo, purché non si pensi che Pato è una prima pun- ta: può farlo, ma Pato non è una prima punta».
Detto da prima punta: Thiago Silva può diventare il più forte difensore del mondo? «E’ già fortissimo, per me può diventare il nuovo Maldini: cioé anche uno in grado di fare la storia del Milan».
E detto da allenatore, anche se pare di capire che non lo farà mai: nella sua squadra vorreb- be Ibrahimovic o Eto’o?
«Tutti e due no?».
No, deve sceglierne uno.
«D’istinto mi verrebbe da dire Ibrahimovic, perché ha più fan- tasia, colpi più imprevedibili. Però non c’è nessuno che ha vinto come Eto’o, nessuno che sa vincere le partite che conta- no come Eto’o».
E allora?
«Allora gliel’ho detto: li prendo tutti e due».
Allegri riprenderebbe volentie- ri Ibrahimovic per il derby: più pesante la sua assenza, o quel- la di Lucio per l’Inter?
«Sono due giocatori importan- ti, però credo che in questo mo- mento il Milan avrebbe molto bisogno di Ibrahimovic».
Il suo derby più bello?
«Forse quello del 3-0 in casa lo- ro, pallonetto a Sebastiano Ros- si su lancio di Moriero. Avevo fatto un bel gol anche con la maglia del Milan, ma poi per- demmo e per me una partita persa non potrà mai essere una bella partita».
Risposta secca: chi vince que- sto derby? «Il derby è il derby, una partita a sé...».
No, non ha capito: risposta sec- ca.
«Ok, credo l’Inter. Perché ha ritrovato il suo gioco, ma soprat- tutto la fiducia. Ecco: vedo un’Inter più fiduciosa del Mi- lan, e questo può contare».
E se dovesse vincere il derby, l’Inter diventerebbe anche la fa- vorita per lo scudetto? «Difficile dirlo con altre sette partite da giocare, ma penso proprio di sì».

Nonostante il doppio impegno campionato-Champions?
«Sa cosa mi dice sempre Leo- nardo? Che vincere aiuta a vincere. Abituarsi è difficile, ma poi è bello: l’Inter c’è riuscita solo dopo un sacco di tempo e di fatica, non credo voglia smette- re proprio adesso»

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Normale Re: INTERVISTA AL FENOMENO RONALDO: "IO L'ANNO DEL MILAN VOLEVO RITORNARE ALL'INTER "

Messaggio Da riki_77 il Mer Mar 23, 2011 2:20 pm

052 ... e se alla fine ci penso.. ronny e sempre ronny... nn posso odiarlo anche se e andato dai milanisti..

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Messaggio Da Cuchu82 il Mer Mar 23, 2011 2:27 pm

ronnie voleva ritornare all'inter.... si era anche detto all'epoca...

come anche si dice che Ibra si sia proposto di rientrare all'inter...prima di finire al Milan....

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