Quando la moglie porta i pantaloni: addii e rifiuti dei grandi campioni
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Quando la moglie porta i pantaloni: addii e rifiuti dei grandi campioni
Piccolo caso a Napoli. Che poi non è tanto piccolo, se ci pensiamo, perché succede che Janina - l'attuale fidanzata del Pocho Lavezzi - venga derubata di un Rolex per le vie della città partenopea. Cosa grave ma che, dopotutto, può accadere in qualsiasi angolo del globo. Nell'era digitale capita però che più di qualcuno sappia cosa tu stia pensando, soprattutto se sei un personaggio famoso (seppur solo di riflesso) e lo scrivi su Twitter. Napoli città di emme fa quindi il giro del globo e dei media, un concetto poi ripreso da Alejandro Mazzoni, seppur in versione soft. Il procuratore di Lavezzi ha spiegato come il figlio del campione albiceleste non viva con lui e come - quando è in Italia - non possa nemmeno portarlo al parco, che il Pocho vive segregato in casa nonostante sia l'idolo dei tifosi. Un giro di parole degno di un equilibrista anche per quel che riguarda un possibile trasferimento di Lavezzi proprio per le parole di Janina.
Dopotutto le mogli - e, più in generale, le compagne - di calciatori e allenatori spesso e volentieri possono cambiare la geografia del calcio. Non solo italiano, ovviamente. Partiamo da un episodio curioso accaduto a Fabio Capello, non più tardi di tre giorni fa. Il tecnico italiano non è riuscito ad assistere al matrimonio del figlio per il calendario della nazionale inglese (che ha spostato al sabato l'amichevole contro la Spagna per impegni del Barça), ma ha trovato il tempo di andare a Mosca. I ben informati subito chini a speculare su un possibile passaggio all'Anzhi Makhackhala, ma in realtà Capello era nella capitale russa per seguire il Bolschoi con sua moglie.
Due grandissimi della storia del nostro calcio, seppur recente, hanno deciso di trasferirsi in seguito alle richieste della moglie. Il primo, in ordine cronologico, è stato l'ex Juventus Zinedine Zidane: la dolce metà Veronique, stufa del meteo torinese, scelse di riscaldarsi al sole di Madrid. L'offerta iniziale di 40 miliardi delle merengues fu alzata fino ai 150 richiesti da Luciano Moggi.
Non erano le condizioni meteorologiche a muovere la passione di Kristen Pazik, moglie di Andriy Shevchenko, bomber indimenticato dai tifosi milanisti. La decisione dell'ucraino di lasciare Milano è stata influenzata dalla compagna che voleva che i figli sapessero l'inglese. Evidentemente non bastava un college costoso o delle vacanze studio. Mourinho lo attaccò per questo suo essere succube alla fine del 2006/07, dopo il primo disastroso anno a Londra dell'attaccante ucraino. Lo Special One durò poco, ma anche Sheva non se la passò propriamente benissimo.
Altro balzo all'indietro nel tempo - forse anche doppio se non addirittura triplo - fino ai tempi di Michel Platini. La moglie non era contenta di lavare le maglie a Le Roy quando militava nel Nancy. Il trasferimento al Saint-Etienne fu ufficializzato anche grazie a una clausola con la quale il club si impegnava a pulire la casacca di gioco del fantasista transalpino. Che fu così contento che telefonò alla moglie per spiegargli che non avrebbe più dovuto far andare troppo la lavatrice.
Milano è la capitale della moda e, per questo, è molto ambita dalle Wags, nostrane e non. Parliamo di Carlos Tevez, che a marzo sembrava a un passo dall'Inter per il volere della moglie - o forse dell'amante, le fonti sono contrastanti - e per avvicinarsi ai figli (che sono in Argentina, vabbè). Questa seconda ipotesi non reggeva, e allora si parlava dell'ambientamento di Tevez a Manchester, problematico - nonostante i cinque anni di Inghilterra, quattro passati proprio nella capitale della Rivoluzione Industriale - e impossibile da sopportare. Fatto sta che il Machado può ancora arrivare sotto la Madonnina a gennaio prossimo. Un po' come accaduto con David Beckham rispettivamente tre e due anni fa: lo Spice Boy, approfittando della pausa della Major League Soccer, era riuscito a passare in prestito alla società di Silvio Berlusconi, con la moglie Victoria che prima aveva richiesto come abitazione il Castello Sforzesco, salvo poi ripiegare e voler tornare a tutti i costi a Los Angeles, probabilmente per le relazioni che lo stesso Beck ha con Hollywood. Chissà come prenderà il trasferimento a Parigi del marito.
Chi prenderebbe bene un volo verso la Tour Eiffel sarebbe la moglie di Federico Balzaretti, Eleonora Abbagnato. Lei, prima ballerina all'Opéra Garnier di Parigi, sta sicuramente pressando il compagno per trasferirsi al Paris Saint Germain di Leonardo. C'è solo da convincere Zamparini, che però pare abbastanza propenso a incassare denaro sonante per il terzino sinistro.
Da un anno a questa parte, poi, ci sono stati molti casi di spostamenti sbandierati. Simplicio afferma che sui trasferimenti "decide la moglie", mentre Bronzetti nega che Amauri abbia deciso di far saltare le ipotesi Fulham e West Bromwich (31 gennaio scorso) proprio per il mancato consenso familiare. Caracciolo ha detto no ai rubli del Rubin - sembra un gioco di parole - Kazan e alla Dinamo Kiev perché presto sarebbe divenuto padre.
C'è anche chi, come Cissé, decide anche per la moglie. Il calciatore laziale è diventato tale nonostante le pressioni della dolce metà di ritornare in Inghilterra, con molte squadre che lo rivolevano in organico proprio Oltremanica.
Dulcis in fundo, nel Regno di sua maestà, Roy Keane ha spiegato chiaramente come il calciomercato sia influenzato dalle Wags, dai locali, dalla vita notturna. E che, quando poteva andare alla Juventus, tutti gli avevano sconsigliato il capoluogo piemontese in favore di Milano, proprio per queste motivazioni. Come la prese? Uno che gioca a Manchester per praticamente tutta la sua carriera non può che fregarsene dei divertimenti. Prima il calcio, poi tutto il resto. Con buona pace di Janina e Alejandro Mazzoni.
Dopotutto le mogli - e, più in generale, le compagne - di calciatori e allenatori spesso e volentieri possono cambiare la geografia del calcio. Non solo italiano, ovviamente. Partiamo da un episodio curioso accaduto a Fabio Capello, non più tardi di tre giorni fa. Il tecnico italiano non è riuscito ad assistere al matrimonio del figlio per il calendario della nazionale inglese (che ha spostato al sabato l'amichevole contro la Spagna per impegni del Barça), ma ha trovato il tempo di andare a Mosca. I ben informati subito chini a speculare su un possibile passaggio all'Anzhi Makhackhala, ma in realtà Capello era nella capitale russa per seguire il Bolschoi con sua moglie.
Due grandissimi della storia del nostro calcio, seppur recente, hanno deciso di trasferirsi in seguito alle richieste della moglie. Il primo, in ordine cronologico, è stato l'ex Juventus Zinedine Zidane: la dolce metà Veronique, stufa del meteo torinese, scelse di riscaldarsi al sole di Madrid. L'offerta iniziale di 40 miliardi delle merengues fu alzata fino ai 150 richiesti da Luciano Moggi.
Non erano le condizioni meteorologiche a muovere la passione di Kristen Pazik, moglie di Andriy Shevchenko, bomber indimenticato dai tifosi milanisti. La decisione dell'ucraino di lasciare Milano è stata influenzata dalla compagna che voleva che i figli sapessero l'inglese. Evidentemente non bastava un college costoso o delle vacanze studio. Mourinho lo attaccò per questo suo essere succube alla fine del 2006/07, dopo il primo disastroso anno a Londra dell'attaccante ucraino. Lo Special One durò poco, ma anche Sheva non se la passò propriamente benissimo.
Altro balzo all'indietro nel tempo - forse anche doppio se non addirittura triplo - fino ai tempi di Michel Platini. La moglie non era contenta di lavare le maglie a Le Roy quando militava nel Nancy. Il trasferimento al Saint-Etienne fu ufficializzato anche grazie a una clausola con la quale il club si impegnava a pulire la casacca di gioco del fantasista transalpino. Che fu così contento che telefonò alla moglie per spiegargli che non avrebbe più dovuto far andare troppo la lavatrice.
Milano è la capitale della moda e, per questo, è molto ambita dalle Wags, nostrane e non. Parliamo di Carlos Tevez, che a marzo sembrava a un passo dall'Inter per il volere della moglie - o forse dell'amante, le fonti sono contrastanti - e per avvicinarsi ai figli (che sono in Argentina, vabbè). Questa seconda ipotesi non reggeva, e allora si parlava dell'ambientamento di Tevez a Manchester, problematico - nonostante i cinque anni di Inghilterra, quattro passati proprio nella capitale della Rivoluzione Industriale - e impossibile da sopportare. Fatto sta che il Machado può ancora arrivare sotto la Madonnina a gennaio prossimo. Un po' come accaduto con David Beckham rispettivamente tre e due anni fa: lo Spice Boy, approfittando della pausa della Major League Soccer, era riuscito a passare in prestito alla società di Silvio Berlusconi, con la moglie Victoria che prima aveva richiesto come abitazione il Castello Sforzesco, salvo poi ripiegare e voler tornare a tutti i costi a Los Angeles, probabilmente per le relazioni che lo stesso Beck ha con Hollywood. Chissà come prenderà il trasferimento a Parigi del marito.
Chi prenderebbe bene un volo verso la Tour Eiffel sarebbe la moglie di Federico Balzaretti, Eleonora Abbagnato. Lei, prima ballerina all'Opéra Garnier di Parigi, sta sicuramente pressando il compagno per trasferirsi al Paris Saint Germain di Leonardo. C'è solo da convincere Zamparini, che però pare abbastanza propenso a incassare denaro sonante per il terzino sinistro.
Da un anno a questa parte, poi, ci sono stati molti casi di spostamenti sbandierati. Simplicio afferma che sui trasferimenti "decide la moglie", mentre Bronzetti nega che Amauri abbia deciso di far saltare le ipotesi Fulham e West Bromwich (31 gennaio scorso) proprio per il mancato consenso familiare. Caracciolo ha detto no ai rubli del Rubin - sembra un gioco di parole - Kazan e alla Dinamo Kiev perché presto sarebbe divenuto padre.
C'è anche chi, come Cissé, decide anche per la moglie. Il calciatore laziale è diventato tale nonostante le pressioni della dolce metà di ritornare in Inghilterra, con molte squadre che lo rivolevano in organico proprio Oltremanica.
Dulcis in fundo, nel Regno di sua maestà, Roy Keane ha spiegato chiaramente come il calciomercato sia influenzato dalle Wags, dai locali, dalla vita notturna. E che, quando poteva andare alla Juventus, tutti gli avevano sconsigliato il capoluogo piemontese in favore di Milano, proprio per queste motivazioni. Come la prese? Uno che gioca a Manchester per praticamente tutta la sua carriera non può che fregarsene dei divertimenti. Prima il calcio, poi tutto il resto. Con buona pace di Janina e Alejandro Mazzoni.

Fraspa96- Pallone D'Oro

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