Inter, svolta nei risultati ma anche nell'estetica
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Inter, svolta nei risultati ma anche nell'estetica
A sei punti dalla zona Champions (via preliminari). A otto dalla coppia di vetta Juventus-Milan. Il 2011 sembrava potersi chiudere in modo nefasto, in casa Inter, invece il filotto di vittorie completato col Lecce (quattro di fila, cinque delle ultime sei) porta Zanetti e compagni così in alto come osavano sperare solo i compilatori di tabelle più ottimisti.
Un anno fa, dopo sedici giornate, la squadra ancora di Benitez aveva 23 punti e una gara da recuperare: praticamente un bottino identico, ma il Milan correva di più (36 punti contro i 34 dell’attuale vetta). La rimonta leonardesca portò i nerazzurri a giocarsi il titolo, definitivamente abbandonato dopo lo scontro diretto. Oggi, riparlare di scudetto pare decisamente troppo ottimista, ma dopo la sosta ci sarà il Parma e poi subito il derby, occasione ghiotta per dare un’altra spinta alle azioni nerazzurre.
Da qualche settimana si capiva che i numeri stavano cominciando a dare ragione a Ranieri (che ha una media vicina ai 2 punti a gara). Ma anche con la classifica che si elevava, c’era un confronto estetico talvolta imbarazzante. Dire che l’Inter non convinceva, come gioco, è un eufemismo. In questo senso la gara col Lecce è stato un enorme passo avanti, seppur favorito da ingenuità e friabilità dei salentini. Si sono riviste occasioni da gol a manciate, si sono rivisti esultare Pazzini e Milito, si è rivisto in campo Forlan, pur sempre il principale innesto di questa stagione (chiamato in estate all’ingrato compito di non far rimpiangere Eto’o). Si è rivista, insomma, la capacità smarrita di offendere.
Un anno fa, dopo sedici giornate, la squadra ancora di Benitez aveva 23 punti e una gara da recuperare: praticamente un bottino identico, ma il Milan correva di più (36 punti contro i 34 dell’attuale vetta). La rimonta leonardesca portò i nerazzurri a giocarsi il titolo, definitivamente abbandonato dopo lo scontro diretto. Oggi, riparlare di scudetto pare decisamente troppo ottimista, ma dopo la sosta ci sarà il Parma e poi subito il derby, occasione ghiotta per dare un’altra spinta alle azioni nerazzurre.
Da qualche settimana si capiva che i numeri stavano cominciando a dare ragione a Ranieri (che ha una media vicina ai 2 punti a gara). Ma anche con la classifica che si elevava, c’era un confronto estetico talvolta imbarazzante. Dire che l’Inter non convinceva, come gioco, è un eufemismo. In questo senso la gara col Lecce è stato un enorme passo avanti, seppur favorito da ingenuità e friabilità dei salentini. Si sono riviste occasioni da gol a manciate, si sono rivisti esultare Pazzini e Milito, si è rivisto in campo Forlan, pur sempre il principale innesto di questa stagione (chiamato in estate all’ingrato compito di non far rimpiangere Eto’o). Si è rivista, insomma, la capacità smarrita di offendere.

ModCuoreInter- Playmaker

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