L'allenatore che scoprì Giuseppe Meazza e morì ad Auschwitz: il ricordo di Árpád Weisz, il mister che vinse lo scudetto con l'«Ambrosiana»
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L'allenatore che scoprì Giuseppe Meazza e morì ad Auschwitz: il ricordo di Árpád Weisz, il mister che vinse lo scudetto con l'«Ambrosiana»
Una targa nello stadio in cui lanciò Giuseppe Meazza e che porta proprio il nome del campione interista. Il 27 gennaio, il Giorno della Memoria, verrà affissa nel foyer della sala Tribuna rossa, una scritta commemorativa in onore di Árpád Weisz. Ovvero l'allenatore ebreo che vinse lo scudetto del 1929-30 con l'allora Ambrosiana e che, quattordici anni dopo, divenne una delle sei milioni di vittime dell'Olocausto.

LA MORTE AD AUSCHWITZ- Figlio di ebrei ungheresi, Weisz fu egli stesso calciatore di buon livello e allenatore innovativo, tra i primi a scendere in campo in tuta insieme con i giocatori durante gli allenamenti, mister dell'Ambrosiana e quindi del Bologna. Poi, come recita la targa che sarà affissa dal Comune di Milano, «in seguito alle leggi razziali del 1938 dovette lasciare l'Italia. Fu catturato e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz dove trovò la morte assieme alla moglie e ai suoi due figli».
La cerimonia si svolgerà alle 16 e vi prenderanno parte, tra gli altri, il presidente dell'Inter Massimo Moratti con la moglie Milly e il capitano nerazzurro Javier Zanetti. Oltre agli alunni del Liceo artistico Boccioni di Milano, che indosseranno ognuno la sciarpa della propria squadra del cuore.
MEMORIA E SPORT - Questo, infatti, il filo conduttore dell'iniziativa, approvata giovedì all'unanimità dal Consiglio comunale di Milano.A promuovere la mozione, i consiglieri Ruggero Gabbai (Partito democratico) ed Elisabetta Strada (Lista civica). «Attraverso lo sport, la memoria dell'Olocausto può raggiungere i più giovani» commenta Gabbai, lui stesso ebreo. E non solo: «Spesso sono proprio gli spalti degli stadi, oggi, a diventare nuovi teatri di razzismo». Un motivo in più per cui la targa ad Árpád Weisz trovi un posto proprio accanto alla tribuna, per non dimenticare.
Inter.it - Corriere della Sera e riportato da CuoreInter.net

LA MORTE AD AUSCHWITZ- Figlio di ebrei ungheresi, Weisz fu egli stesso calciatore di buon livello e allenatore innovativo, tra i primi a scendere in campo in tuta insieme con i giocatori durante gli allenamenti, mister dell'Ambrosiana e quindi del Bologna. Poi, come recita la targa che sarà affissa dal Comune di Milano, «in seguito alle leggi razziali del 1938 dovette lasciare l'Italia. Fu catturato e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz dove trovò la morte assieme alla moglie e ai suoi due figli».
La cerimonia si svolgerà alle 16 e vi prenderanno parte, tra gli altri, il presidente dell'Inter Massimo Moratti con la moglie Milly e il capitano nerazzurro Javier Zanetti. Oltre agli alunni del Liceo artistico Boccioni di Milano, che indosseranno ognuno la sciarpa della propria squadra del cuore.
MEMORIA E SPORT - Questo, infatti, il filo conduttore dell'iniziativa, approvata giovedì all'unanimità dal Consiglio comunale di Milano.A promuovere la mozione, i consiglieri Ruggero Gabbai (Partito democratico) ed Elisabetta Strada (Lista civica). «Attraverso lo sport, la memoria dell'Olocausto può raggiungere i più giovani» commenta Gabbai, lui stesso ebreo. E non solo: «Spesso sono proprio gli spalti degli stadi, oggi, a diventare nuovi teatri di razzismo». Un motivo in più per cui la targa ad Árpád Weisz trovi un posto proprio accanto alla tribuna, per non dimenticare.
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